LA FOCE

La FOCE

Antonio Origo, nobile fiorentino, e sua giovane moglie Iris comprarono La Foce nel 1924 e dedicarono la loro vita al progresso agricolo e sociale nell’allora poverissima valle. Durante la seconda guerra mondiale gli Origo restarono a La Foce, aprirono un centro di accoglienza per bambini sfollati e diedero aiuto a prigionieri e partigiani. Iris ci offer un affascinante resoconto di questi eventi nel suo libro, considerate ormai un classico, “Guerra in Val d’Orcia”.

La proprietà si snoda sulle colline sovrastanti questa valle di straordinaria e intatta bellezza. A metà strada tra Roma e Firenze, da La Foce si raggiunge facilmente località come Siena, Arezzo, Perugia, Assisi e Orvieto, oltre a gemme rinascmentali come Pienza, Montepulciano, Monticchiello e Montalcino.

Il giardino di La Foce, che si può ammirare anche nella serie della, BBC2 Monty Don’s Italian Gardens, fu disegnato dall’architetto inglese Cecil Pinsent, creatore tra l’altro del giardino di Bernard Berenson alla Villa I Tatti, tra il 1925 e il 1939. Il dialogo tra edifici, giardino e natura pone La Foce al centro di una testimonianza storica dell’evoluzione architettonico-culturale della Toscana. Un giardino formale all’italiana, diviso in geometriche ‘stanze’ da siepi di bosso, si stende dalla casa verso la Val d’Orcia e il Monte Amiata. Pendii terrazzati salgono dolcemente su per il colle, dove ciliegi, pini e cipressi crescono tra ginestra selvatica, timo e rosmarino, e un lungo viale di cipressi porta ad una statua di pietra del XVII secolo. Un sentiero di travertino sotto un pergolato di glicine arriva al bosco e collega il giardino con il cimitero di famiglia, considerato una delle migliori creazioni di Pinsent.

Per la visita ai giardini e alter informazioni, cliccare QUI

CHIARENTANA

Chiarentana fu inizialmente comprata da Antonio e Iris Origo come una delle case coloniche della tenuta. La sua storia, però, è molto più antica di La Foce o del Castelluccio. Era conosciuta fin dal primo medio evo come Castello di Reggiano o Reiano, con una pieve che offriva ristoro ai pellegrini. L’imperatore Ottone I sostò qui nel 962 durante il suo viaggio a Roma.

Chiarentana fu uno dei primi casali restaurati dagli Origo negli anni trenta, ma la sua straordinaria trasformazione di oggi è dovuta ala loro figlia Donata, che produce nella sua azienda anche un ottimo olio d’oliva. Quest’anno per la prima volta gli Incontri hanno la fortuna di essere ospitati a Chiarentana durante la settimana del festival, e buona parte dei musicisti abiterà qui.

Per ulteriori informazioni, cliccare QUI